“Disciplina dell’attivit? edilizia”: interpretazione dell’art. 4 della legge sul condono edilizio

La Regione Liguria comunica che nella L.R. n. 16 del 6.6.2008 "Disciplina dell'attività edilizia", in vigore dal 3.7.2008, allo scopo di chiarire, con riferimento alle istanze di terzo condono edilizio, i rapporti tra il vincolo idrogeologico di inedificabilità relativa di cui al R.D. n. 3267/1923 ed i vincoli a tutela degli interessi idrogeologici e dell'assetto idraulico di cui all'art. 32, comma 27, lettera d) del D.L. n. 269/2003, ha introdotto nell'art. 85 apposita disposizione recante "Interpretazione autentica dell'articolo 4, comma 1, della L.R. 29 marzo 2004, n.5.

In detto articolo si è stabilito che, relativamente alle istanze di terzo condono edilizio, per vincoli preclusivi della sanatoria delle opere abusive non conformi alla disciplina degli strumenti urbanistici, si intendono i vincoli comportanti inedificabilità assoluta individuati nell'art. 3, comma 3, della L.R. n. 5/2004, e non anche il vincolo di inedificabilità relativa di cui al citato R.D. n. 3267/1923.

Più specificamente con il citato articolo 85 si è voluto sancire che relativamente alle istanze di terzo condono edilizio aventi ad oggetto opere ricadenti in aree assoggettate soltanto al vincolo di cui al citato R.D. n. 3267/1923, e non anche a previsioni del Piano di Bacino comportanti l'imposizione di un regime di inedificabilità assoluta, non trova applicazione la disciplina di cui all'art. 4, comma 1, della L.R. n. 5/2004.

Ciò significa che nei confronti delle sopramenzionate istanze di terzo condono non sono applicabili le limitazioni e le condizioni per l'ammissibilità della sanatoria stabilite nel citato art. 4, comma 1, bensì soltanto i limiti generali di dimensione e di tipologia previsti nell'art. 3, comma 1, della L.R. n. 5/2004, per cui non è da considerarsi a priori preclusa la condonabilità di opere abusive concretanti nuovi volumi o superfici fuori terra, ferma restando l'acquisizione del parere favorevole dell'Autorità preposta al relativo vincolo ai sensi dell'art. 32 della L. n. 47/1985 e s.m. sempreché si tratti di interventi comportanti movimento di terra, mutamento di destinazione d'uso di terreno boscato o trasformazione di terreno nudo e saldo, come già a suo tempo segnalato nella nota regionale n. 116129/2046 del 22.8.2006.

Resta ferma, invece, l'applicazione dei limiti e delle condizioni alla sanatoria previsti nell'art. 4 della L.R. n. 5/2004 ove nell'area su cui insiste l'opera abusiva oggetto di istanza di condono siano presenti altri vincoli di inedificabilità relativa, oltre al suddetto vincolo idrogeologico, quali quello paesistico o a parco.

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