Codice dell’Ambiente, modifiche e integrazioni

Con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 16.6.2008, pubblicato sul Suppl. Ord. alla G.U. 11.8.2008, sono stati dettati nuovi criteri per l'individuazione e la tipizzazione dei corpi idrici, nonché per l'analisi degli impatti delle attività antropiche, a parziale modifica delle norme tecniche contenute negli Allegati 1 e 3 alla Parte III del D. Leg.vo 152/2006 (Codice dell'Ambiente).

La modifica al D. Leg.vo 152/2006 è resa possibile dal disposto dell'art. 75, comma 3, del medesimo decreto, il quale prevede che gli allegati alla parte III possano essere modificati con semplice regolamento ministeriale. Il provvedimento si inquadra nell'ambito delle attività di verifica del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale ai cui fini occorre procedere prima di tutto alla caratterizzazione delle acque superficiali, dei fiumi, dei laghi, delle acque marino-costiere e di transizione, tramite la definizione dei diversi tipi di corpi idrici, secondo una metodologia comune basata su caratteristiche naturali, geomorfologiche ed idrodinamiche, e la loro individuazione.
La verifica del raggiungimento degli obiettivi implica inoltre la raccolta e l'aggiornamento di informazioni sul tipo e sulla grandezza delle pressioni antropiche significative cui i corpi idrici di ciascun distretto idrografico rischiano di essere sottoposti, nonché la valutazione della vulnerabilità degli stessi e del conseguente rischio di non raggiuntimento degli obiettivi, a tal fine individuando i corpi idrici che possono essere presi quali unità fisiche di riferimento. Dopo il punto 1.1 dell'Allegato 3 alla Parte III del Codice dell'Ambiente sono dunque inserite le sezioni A, B e C allegate al nuovo decreto in esame, consultabili in allegato, e concernenti rispettivamente: Metodologia per l'individuazione di tipi per le diverse categorie di acque superficiali Criteri metodologici di individuazione dei corpi idrici superficiali Metodologia per l'enalisi delle pressioni e degli impatti I punti 1.1.2 e 1.1.3 dell'Allegato 2 sono abrogati, mentre il nuovo punto 1.2 dell'Allegato 3 dispone ora che per ciascun corpo idrico venga predisposta una scheda informatizzata contenente i dati derivati dalle attività di cui alle citate sezioni A, B e C.
Le regioni, sentite le Autorità di bacino, devono altresì identificare nell'ambito del proprio territorio di competenza le acque superficiali appartenenti alle diverse categorie, definendone i tipi, e conseguentemente individuare quali corpi idrici rientrano in ciascuna classe di tipo, tenuto conto dell'analisi delle pressioni e degli impatti dell'attività antropica. La scadenza per la conclusione delle attività sopra elencate è teoricamente fissata al 10.10.2008.

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Decreto Legislativo 16 gennaio 2008 n. 4
"Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 recante norme in materia ambientale"
pdf dlgs_16_1_08

Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152
"Norme in materia ambientale"
pdf codice_ambiente

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